I am beyond you (Alias – Il Manifesto, 8 nov 2014)

I am beyond you (I sono oltre te)

foto e testo di Vincenzo Mattei

Photo by Vincenzo Mattei

Photo by Vincenzo Mattei

8 agosto del 1991 la nave mercantile Vlora attraccava al porto di Bari traboccante di albanesi, un popolo stremato e affamato da un regime dittatoriale tra i più spietati che la storia abbia mai visto. Da allora l’immaginario italiano dell’Albania è rimasto inalterato mentre oggi il paese è, a fasi alterne, in pieno boom economico. Dell’immigrazione forsennata di oltre venti anni fa è rimasto ben poco, quel flusso oggi sta prendendo un moto inverso con albanesi che scelgono di ritornare in patria, oggi via d’uscita alla crisi economica che attanaglia l’Italia. La crescita è stata lenta e non priva di ostacoli, ha lasciato segni che ancora oggi sono evidenti, uno su tutti le violenze domestiche di cui le albanesi sono vittime.

  Al rapido cambiamento della società non è conseguito un miglioramento dei valori sociali, al contrario ha portato al peggioramento di alcune condizioni che prima non esistevano affatto. Ani Ruci, pioniera del movimento dei diritti delle donne in Albania e presidentessa di Reflexione, un’associazione istituita negli anni ‘90 per aiutare le donne ad affrontare la repentina trasformazione della società, spiega perché: “Le severe punizioni che applicava il regime comunista impedivano gli abusi in casa. Con la caduta del regime Continua a leggere

Kanun-Gjakmarrja: the blood brothers (Profil, Revista21 and AlJazeera)

Text: Vincenzo Mattei

Photo: Carlo Gianferro

Gjion Mhill, 40, is married to Valentina. It is segregated in the house since 1992 for a feud born to the adjoining land where his brother killed the neighbor and fled abroad for fear of revenge. Gjion is married and has three children who sees one or two times a month because the children are moved from time to time by relatives to avoid being victims of gjakmarrja (revenge).

Gjion Mhill, 40, is married to Valentina. It is segregated in the house since 1992 for a feud born to the adjoining land where his brother killed the neighbor and fled abroad for fear of revenge. Gjion is married and has three children who sees one or two times a month because the children are moved from time to time by relatives to avoid being victims of gjakmarrja (revenge). By Carlo Gianferro

PDF: BLOOD BROTHERS – Al Jazeera

PDF Profil: Das Gesetz der Berge

Photos by Carlo Gianferro

It can be trigged by something as trivial as a dispute between neighbours or a disagreement among family; an incident that, anywhere else, might be forgotten with the passage of time or left to the authorities to resolve. But in northern and central Albania, where an ancient code of conduct known as the kanun still regulates life for a large portion of the population, it can descend into a blood feud spanning generations and forcing entire families into confinement.

Comprised of 12 books and 1,262 articles, the Kanun of Lekë Dukagjini, who is thought to have been a 15th century Albanian nobleman about whom little else is known, was passed down orally for centuries and only put into print at the beginning of the 20th century. First the Ottomans and then Albania’s communist dictator Enver Hoxha sought to outlaw it. But it continued to run parallel to state rule, governing everything from the economic organisation of households to notions of honour. However, it is for its authorisation of retaliation killings that it has become most notorious, particularly since enjoying a revival in the years following the fall of communism. Where once it sought to regulate such blood feuds – imposing limitations on who could be killed (no women or children under 16) – these aspects of the code have gradually been eroded, with the notion of vengeance overriding all others.

‘It’s like being dead’ Continua a leggere

Ahmed Abdalla, la via sufi del nuovo cinema (Alias Il Manifesto 12 lug 2014)

Il materasso e il coperchio (Al fursha wa al ghatta)

Testo e foto di Vincenzo Mattei

Ahmed Abdalla

Ahmed Abdalla

Ahmed Abdalla su Alias                                      Ahmed Abdalla website

Al Fursha wa al Ghatta, il materasso e il coperchio, forse non poteva esserci descrizione migliore per la piega che ha preso la rivoluzione egiziana dopo l’intervento dei militari il 3 luglio del 2013: sbattere i Fratelli Musulmani in carcere e mettere il coperchio alla rivoluzione. Ma Ahmed Abdalla, classe 1978, definisce il proprio film come incentrato sul senso della parola libertà scaturito dalla rivolta di Tahrir nel gennaio del 2011.

Il protagonista, Asser Yassin, durante le prime sommosse della rivoluzione egiziana riesce a scappare da una prigione ubicata in un posto indecifrabile. Yassin trascina con se un altro evaso ferito gravemente, si trovano in mezzo al deserto di notte, ansimanti e disorientati. Le immagini iniziali sono concitate, volutamente sgranate e in movimento per aumentare il senso di confusione e di caos che regnava in quei giorni. I due fuggiaschi trovano riparo in una casupola di legno forse usata da qualche sentinella militare che, visti i disordini, ha pensato bene di rompere le righe anzitempo. Yassin umanamente cura lo sconosciuto compagno di disavventure che, nell’agonia, cerca in tutti i modi di mostrargli qualcosa sul suo cellulare; quando Yassin afferra il telefono rimane scioccato vedendo sul piccolo schermo scene di prigionieri maltrattati dalle percosse della polizia penitenziaria. Continua a leggere

The weight of the world (Al Jazeera, Il Venerdì di Repubblica and Revista21 – summer 2014)

PDF The weight of the world – Aljazeera

Text: Vincenzo Mattei

Photos: Manu Brabo

In a run-down suburban neighbourhood of Alexandria, Egypt, 12-year-old Asma empties a sack of medals onto the floor. They belong to her 25-year-old sister, Nahla, and testify to her success at weightlifting contests across the world – Canada, Greece, China, Russia, Holland, Poland and South Africa.

For Asma and Nahla’s father, Ramadan Mohamed Abdel el Nasser, known simply as Captain Ramadan, the statuette his daughter received for participating in the 2012 London Olympic Games, where she placed fifth, is a particular source of pride – as is the fact that Nahla has followed in his footsteps.

Ramadan started lifting weights in 1964 during his military service. But the 1967 and 1973 wars with Israel put an end to his fledgling sports career and Olympic ambitions.

So, in 1980, he opened an outdoor weightlifting gym for children. Continua a leggere

La rivoluzione tradita e la fine delle ideologie islamiche (Poiesis Editrice 2014)

La rivoluzione tradita e la fine delle ideologie islamiche

Poiesis Editrice 2014. Foto copertina Manu Brabo.

PDF: La rivoluzione tradita e la fine delle ideologie islamiche

 La rivoluzione tradita e la fine delle ideologie islamiche


La rivoluzione tradita e la fine delle ideologie islamiche. Foto Manu Brabo

Dal 21 giugno 2012, giorno della vittoria delle elezioni di Mohamed Morsi, membro del partito Libertà e Giustizia dei Fratelli Musulmani, molti eventi si sono succeduti in Egitto, quella rivoluzione che seguiva il vento delle Primavere arabe sembra aver cambiato direzione. L’analisi di Vincenzo Mattei descrive l’arco temporale di una evoluzione dagli inaspettati risvolti i cui protagonisti si avvicendano al potere in un pericoloso gioco di ruoli. Sono definite le linee delle strategie politiche seguite dalla Fratellanza, l’inadeguatezza del loro rappresentante al governo, la debolezza dell’opposizione e gli errori perpetrati fino al fallimento del 3 luglio 2013. Nelle pagine appaiono nitidi i poteri mai sopiti dei burattinai fuloul, gli appartenenti al vecchio regime, nascosti nei ministeri e probabili finanziatori delle proteste dei Ribelli, subdoli portatori degli ideali che per decenni costituivano le basi della società. Si manifesta fulgida, tra le righe del libro, la figura del salvatore della patria, il generale Al Sisi che abilmente invade la scena politica egiziana con una campagna di comunicazione di forte impatto nazionale e internazionale. Mattei ne definisce la sagace costruzione dell’immagine, la lenta ed incisiva determinazione di paladino di un ordine tanto agognato dal popolo instabile. L’autore tratteggia le lacune istituzionali che sorreggono il difficilissimo cammino egiziano verso la democrazia, punti focali che rappresentano il terreno adatto per l’impianto di poteri autoritari come quello dei militari. Si definiscono così le prevedibili conseguenze di una situazione volta all’inibizione del dissenso nel paese con l’aumento sponenziale degli episodi terroristici e della strategia del terrore. Il contesto favorisce parzialmente chi è al potere in Egitto che trova giustificazione all’intervento e un riconoscimento popolare contro il terrorismo. Tuttavia lo stato di semiguerriglia è la chiara dimostrazione che all’ombra delle piramidi c’è una storia ancora in evoluzione. (G.M.Geraci)

L’Etiopia dove il sogno è fare la schiava in Arabia – Il Venerdì di Repubblca (4 apr 2014)

Piccole portatrici di fascine vicino Jinka

Piccole portatrici di fascine vicino Jinka

Versione PDF sul Venerdì

Hainalà sorride mentre mescola la calce al piano terra dello scheletro di una casa in costruzione a Jinka, nella regione sud ovest dell’Etiopia. Ha la pelle nera e la maglietta macchiata di schizzi d’intonaco e di pittura. Gesachew attende il secchio di malta sopra l’impalcatura, incurante che il suo collega sia donna. Non è un gioco, ma una dura realtà a cui le donne etiopi sono abituate fin da bambine. Una manciata di minuti dopo Hainalà si sposta dentro il cubo di cemento armato per impastare con la pala una piccola montagna di cemento e sabbia. Hainalà ha 25 anni, una costituzione robusta e sana, come la maggior parte delle sue coetanee, lavorava saltuarialmente prima di trovare questo lavoro, riuscendo a malapena a dare da mangiare ai suoi due figli. Ora, grazie alle nuove costruzioni di cui l’Etiopia sembra avere bisogno, lavora con maggiore continuità, anche se la paga non è delle migliori, appena 20 birr al giorno (un dollaro), la metà di quello che guadagnano gli uomini. Al piano superiore ci sono altri operai, tra loro anche Asma, 21 anni, che dipinge delle assi di legno e Tedis, 20 anni, che attende annoiata di fare qualcosa. Sono tutte giovani donne con un disperato bisogno di riuscire a contribuire al budget della propria famiglia. Continua a leggere

La nuova Costituzione egiziana (Alias 1 feb 2014)

La nuova Costituzione egiziana, intervista a Mohamed Abla, membro dell’Assemblea Costituente

Mohamed Abla nel suo studio a Il Cairo

Mohamed Abla nel suo studio a Il Cairo

Lo studio del pittore Mohamed Abla è al centro de Il Cairo, è sempre ricoperto di uno strato di polvere, come tutta la città del resto. Alcuni suoi quadri sono appesi sulle pareti scartavetrate dal tempo, delle riviste giacciono accanto ad un divano consunto, la radio scricchiola impulsi di corrente, sembra un’installazione contemporanea che rievoca un’epoca lontana. Dall’altra stanza la Tv snocciola i dati del referendum sulla nuova costituzione egiziana: il 98,6% ha votato a favore; ma l’affluenza è stata del solo 38%, niente a che vedere con la partecipazione schiacciante che i militari desideravano per consacrare il proprio ruolo nel paese.

Opera di M.A.

Opera di M.A.

La voce fioca di Abla Continua a leggere

Gli idoli di cemento del modello Dubai sbarcano in Etiopia (Alias, 28 dic 2013)

Gli idoli di cemento del modello Dubai sbarcano in Etiopia 

Versione PDF su ALIAS

Smantellamenti vicino Univ. di Architettura

Smantellamenti vicino Univ. di Architettura

“Il 21° secolo appartiene all’Africa”, è l’immagine proiettata da gigantografie che bombardano il viaggiatore appena arrivato all’eroporto di Addis Abeba. Cartelloni pubblicitari di famiglie etiopi sorridenti danno l’idea di un continente proiettato verso un futuro roseo e uno sviluppo inarrestabile che sembra non preoccuparsi delle crisi cicliche dell’economia mondiale. Negli ultimi sette anni la capitale è cresciuta demograficamente, con le forti migrazioni dalle campagne, ed economicamente, con indici di crescita che in alcuni periodi sono stati a doppia cifra. Ma, come spesso accade, ciò non ha portato a un miglioramento sostanziale delle condizioni di vita dell’intera popolazione (secondo Wikipedia il reddito pro-capite ancora si colloca al 168° posto).

Bole Addis Abeba

Bole Addis Abeba

Come ogni paese in ascesa, l’Etiopia ha voglia di dimostrare la propria crescita, e quale modo migliore se non la vetrina di una città in pieno sviluppo edilizio? Continua a leggere

Eredità africana di Gebrekidan – (Alias 28 dic 2013)

Mulugeta Gebrekidan: l’eredità africana

Versione PDF su ALIAS

Performance at Samsung sq

Performance at Samsung sq

 

Eredità, questo potrebbe essere lo slogan con il quale etichettare Mulugeta Gebrekidan. Il percorso storico dell’Etiopia si ritrova nelle sue foto, nei suoi video, nei suoi quadri, nelle sue installazioni e nelle “azioni” politiche che porta avanti ad Addis Abeba per criticare l’azione del governo. La sua visione critica lo smantellamento delle radici etiopi, prese d’assalto dalla speculazione edilizia che, partendo dal suo modello da esportare (Dubai), e dopo aver smembrato intere comunità urbane in Medio Oriente, ora punta decisamente verso il Sud, verso l’Africa subsahariana.

Water is life

Water is life

Mulugeta ha fatto mostre e performance in Germania, Usa, Angola, Senegal, Belgio, Italia, Sud Africa …. usando diversi linguaggi artistici (http://mulugetart.tumblr.com/). Bounderies Bound è un quadro su tela avvolto da filo spinato che rappresenta le frontiere degli emigranti, dei rifugiati, di coloro che scappano dalla miserie e dall’ingiustizia. Continua a leggere

Reportage: Contro la violenza le donne di piazza Tahrir vanno in palestra (Il Venerdì di Repubblica – 7 giugno 2013)

Marcia delle donne a il Cairo 17 febbraio 2013

Marcia delle donne a il Cairo 17 febbraio 2013

Attiviste e politiche al Cafè Riche, Cairo

Attiviste e politiche al Cafè Riche, Cairo

PDF Venerdì di Repubblica: Contro la violenza le donne di piazza Tahrir vanno in palestra

“Le violenze sessuali a sfondo politico erano molto usate dal regime di Mubarak. Recentemente hanno ripreso piede. I Fratelli Musulmani hanno ereditato questa pratica”. Nahla Enany, 23 anni, è seduta al Café Riche, uno degli storici bar del centro de Il Cairo, frequentato spesso da giornalisti locali ed internazionali, insieme a Azza Balba, Nour El Oda Zaky, Marwar Nissar, Bussana Said e altre signore di mezz’età. Sono tutte attiviste, giornaliste e membri di vari partiti politici come El Dustur (La costituzione), Tayraan Shaabi (Corrente Popolare) e El Tugammau.  Sorseggiano il tè e parlano di quello che succede nel paese in mezzo alla spessa coltre di fumo delle loro sigarette. Continua a leggere

Reportage: Un bambino da marciapiede – Alias de Il Manifesto (31 agosto 2013)

Street Children sopra una camionetta della polizia bruciata durante gli scontri a Tahrir (2012)

Street Children sopra una camionetta della polizia bruciata durante gli scontri a Tahrir (2012)

PDF ALIAS: Un bambino da marciapiede

Un bussare improvviso, sul finestrino, poi due mani minuscole si appiccicano al vetro e il visino dolce, sorridente e melanconico di una bambina di 5 anni chiede un lira egiziana o vende un pacchetto di fazzolettini per la stessa cifra. E’ una Street Children, una dei bambini di strada, che prima della rivoluzione annoveravano a circa 1,5 mln (stime Unicef http://www.unicef.org/infobycountry/egypt_statistics.html) e che oggi, dopo la crisi economica, sono aumentati vertiginosamente. Gli SC si incrociano nei quartieri residenziali de Il Cairo ed Alessandria, a Tahrir e all’uscita delle fermate della metro dove vendono fazzoletti di carta o mazzi di fiori.

Mosen con le figlie sul marciapiede di Zamalek (2013)

Mosen con le figlie sul marciapiede di Zamalek (2013)

La storia di Mosen e delle sue figlie Rania, di 14 anni, e Dina, di 12, è emblematica. Continua a leggere

Reportage: Marsa Alam, beduini a convegno (Alias, Il Manifesto 10 agosto 2013)

Beduini a Dahab, Sinai. Egitto

Beduini a Dahab, Sinai. Egitto

PDF Alias: Marsalam, beduini a convegno

Quante volte si è immaginato un mare esotico, palme, sabbia cristallina, scogliere mozzafiato e abissi come acquari? Quante volte si è immaginato un indigeno sulla sua barca, con la chiglia turchese e le reti fra le dita, che richiama a un tempo del passato recente italiano? Relax, allegria, spiagge da sogno, palme … siamo bersagliati di continuo da immagini e da offertissime per evadere dalla routine quotidina. L’Egitto è solo dall’altra parte del mare Nostrum, un salto di tre ore e mezza. Dal freddo invernale, si è catapultati in creme solari, doposole, infradito, bikini, reticolati di stradine di resort e acque cristalline. Sharm El Sheik, Dahab, Hurghada, Marsalam, sono solo alcuni dei nomi che suonano più che familiari. Una volta arrivati e sbrigate le pratiche amministrative, ci si sdraia su un lettino, cocktail in mano, occhiali sa sole ben inforcati e un mare azzurro che si perde all’orizzonte. Continua a leggere

L’Egitto alza la testa, anche contro Morsi – intervista a Alaa Al Aswany (Left, Unità 6 luglio 2013)

Presentazione all'Opera House de Il Cairo (maggio 2013)

Presentazione all’Opera House de Il Cairo (maggio 2013)

L’Egitto alza la testa, anche contro Morsi – intervista a Alaa Al Aswany (Left, Unità 6 luglio 2013)

Nadi el Sayyarat è un romanzo che si può definire ancora una volta un capolavoro perché abbraccia una visione universale. Una sferzata critica senza precedenti non solo contro il regime di Mubarak, ma anche contro tutti quei soggetti (i militari, la polizia segreta e i FM) che collaborando con i poteri esterni alla nazione, che pensano più al loro interesse particolare che al bene del popolo. È una lettura piacevole quella di Al Assuani, sciolta, veloce, pungente, di natura politica, sociale e sempre mirata a risvegliare qualcosa nel lettore che va al di là delle parole, dei singoli cliché. La prima parte forse può risultare troppo oziosa e prolissa nei dettagli, ma la storia rimane scorrevole, e il lettore si trova sospeso tra gli eventi descritti nel libro e quelli accaduti veramente in piazza Tahrir.

Quando Alaa Al Assuani nel 2006 aveva pensato di scrivere il romanzo, non aveva certamente preventivato che lo svolgersi della trama si sarebbe intrecciato con il succedersi degli eventi reali e Continua a leggere

La rivoluzione in Egitto non è finita (Alias de Il Manifesto 29 giugno 2013)

Il protagonista Amr (Winter of Discontent)

Il protagonista Amr (Winter of Discontent)

PDF ALIAS: Ibrahim El Batout: la rivoluzione non è finita

Uno dei pochi registi egiziani che ha affrontato la rivoluzione è stato Ibrahim el Batout, anche se lui asserisce il contrario: “Non volevo fare un film sulla rivoluzione, ma volevo che la rivoluzione fosse un elemento nel film”. Il taglio che ha voluto dare al suo ultimo film, “The winter of discontent”, è parzialmente storico, e narra visivamente i 18 giorni che hanno preceduto la caduta di Mubarak dell’11 febbraio 2011. Attraverso la storia dei protagonisti, Ibrahim ricostruisce parte delle motivazioni che hanno portato alle sommosse a Il Cairo e in tutto l’Egitto, e mostra cosa significava vivere sotto il regime di Mubarak, quali vessazioni e umiliazioni dovevano subire gli egiziani da parte della polizia segreta.

La bravura del regista Continua a leggere

Tamarroud, il movimento di ribellione (Alias de Il Manifesto – 13 luglio 2013)

Ragazza posa con il volantino dei Tamarroud davanti al Min. Cultura

Ragazza posa con il volantino dei Tamarroud davanti al Min. Cultura

PDF: Alias Tamarroud, i ribelli

Articolo uscito su Il Manifesto il 13 luglio 2013

Che cosa succede se il Presidente delle Repubblica democraticamente eletto, con un atto unilaterale, si pone al di sopra di ogni altro organo statale assumendosi poteri quasi illimitati? Che cosa succede se in un paese democratico il parlamento è stato sciolto perché dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale e la Camera Alta approva una nuova Costituzione? Che cosa succede se dopo l’approvazione di quest’ultima attraverso un referendum nuove elezioni non vengono indette mentre il malcontento della popolazione va crescendo verso l’inazione politica e un’agenda economica disastrosa che sta portando il paese al baratro? Succede Tamarroud, in arabo: ribellione! Tamarroud è un movimento (parola che va molto di moda nella politica di inizio XXI° secolo) politico egiziano che ha una storia profonda risalente all’insurrezione dei lavoratori nel 1919 contro il re Fuad. Sotto alcuni aspetti il movimento era risorto durante gli ultimi anni del regime di Mubarak con l’etichetta di “Associazione per il cambiamento” guidata da Mohamed el Baradei. Continua a leggere

Mio libro sulla rivoluzione egiziana: Le voci di piazza Tahrir

Foto copertina: Eduardo Castaldo (vincitore World Press Photo 2012, Involvement) 

Recensione su Repubblica online

DATE PRESENTAZIONI FEBBRAIO MARZO 2013:

17 febbraio Roma   Libreria Griot

22 febbraio Napoli  Libreria Ubik

1 marzo     Milano   Arci Corvetto h. 21.00

7 marzo     Napoli   LUETEC h. 17.30

11 marzo   Caivano (NA) Biblioteca comunale h. 17.00

12 marzo   Martina Franca (TA)

14 marzo   Roma Ufficio Culturale Egiziano h.18.30

15 marzo   Cagliari Facoltà di Scienze Sociali e delle Istituzioni 

Letture de “Le voci di piazza Tahrir” di Alessandro Quasimodo

Recensioni e consigli di lettura sui/dei giornali de “Le voci di piazza Tahrir”

Recensioni su internet

Video di incontri e presentazioni de “Le voci di piazza Tahrir”

Date presentazioni dicembre 2012

Sinossi

Un racconto coinvolgente ed entusiasmante dei primi giorni della Rivoluzione egiziana, un personale resoconto degli avvenimenti contestuali e successivi le dimissioni di Mubarak, che hanno dato speranza ad un popolo. A parlarne è uno straniero, un giornalista che vive dal 2006 a Il Cairo, attraverso la propria esperienza e quella di chi ha aspettato e desiderato questa Rivoluzione. Un quadro complesso e realistico viene dipinto dalle voci dalla gente di piazza Tahrir, scrittori, artisti, blogger ma anche politici, i protagonisti della “Primavera Araba”, intervistati dall’autore durante l’evolversi politico delle vicende. Emblematica è l’intervista all’allora non ancora Presidente della Repubblica, Mohamed Morsi, che mostra la mediazione e la sagacia politica dell’intera organizzazione dei Fratelli Musulmani.

Il diario di quei giorni di euforia segue gli avvenimenti della fine del 2011 e il lettore ritrova lo stesso pathos con cui lo scrittore ha vissuto la svolta egiziana nella descrizione degli scontri cruenti di via Moahmed Mahmud, uno scorcio avvincente tra i bagliori degli spari e i fumi dei lacrimogeni.

La post-rivoluzione con i suoi interrogativi e i suoi attori politici prende forma nell’analisi sviluppata da Vincenzo Mattei che, con estrema lucidità, trae le somme di una situazione ancora in bilico. La valutazione socio-politica delle forze in campo, dagli Shabeb, i ragazzi della piazza (che rischiano per mancanza di organizzazione di rimanere emarginati dall’evolversi della Rivoluzione), ai Fratelli Musulmani, relativi vincitori, fino ai militari, inizialmente alleati della Rivoluzione e successivamente abili destabilizzatori sociali, evidenzia quanto l’Occidente non abbia realmente compreso cosa si urlava nella piazza della capitale egizia. Amarezza e disillusione ma anche speranza nelle voci che arrivano dall’Egitto.

Articoli sull’Egitto

Tamarroud, il movimento di ribellione (Alias de Il Manifesto – 13 luglio 2013)

Nadi al Sayyarat, intervista ad Alaa Al Aswany (Left 6 luglio 2013)

La rivoluzione in Egitto non è finita – intervista a Ibrahim El Batout (Alias, Il Manifesto 29 giugno 2013)

Analisi e recensioni di VM su altri giornali online

Il Manifesto di Tahrir (05 febbraio 2013 – Altravocenews)

Situazione in Egitto al 1 febbraio 2013

L’eredità di Tahrir (scritto per Il Manifesto il 25 gennaio 2013)

Sentenza sui morti di Port Said – 26 gennaio 2013

Referendume e nuova Costituzione egiziana – Pagina esteri Il Manifesto (22 dicembre 2012)

Egitto. La tomba della porta accanto (08-12-2012)  Left – Mondo

Perché la dichiarazione costituzionale di Morsi del 22-11-2012? (07-12-2012)

Ultras egiziani – Intervista a Amr Guevara – (Alias, Il Manifesto 24-11-2012)

Hossiba Hadj Saharaoui responsabile di Amnesty International per il Medio Oriente (2 ottobre 2012)

Intervista sull’Egitto per Cinema Forma

Shayma Kamel – Gli artigli di Mubarak e dei suoi pari – (Alias, Il Manifesto 02-06-2012)

Lobna Darwish – Attivista – Kazeboun – Alias (Il Manifesto 15-05-2012)

Blogger giornalista Hossama Al Hamalawy (24/03/2012)

Nuova ondata di graffiti nelle strade de Il Cairo ….

Alias Il Manifesto: director Tamer El Said (11 Feb 2012)

Tahrir, 25 gennaio 2012: un anno dopo.

Alias Il Manifesto: Fratelli Musulmani egiziani (14 gennaio 2012)

Graffiti a Il Cairo. Mohamed Fahmi, nome d’arte: Ganzeer. Il Manifesto 17 dicembre 2011

Graffiti a Il Cairo. Hend Kheera, Hany Khaled e Ammar Abou Bakr. Il Manifesto 17 dicembre 2011

– Scontri ad Asr El Aini – Cairo 16 Dicembre 2011

– Intervista con il gruppo hip hop Arabian Nightz

– Zizo e il complicato sistema elettorale egiziano

– Intervista a Ibrahim El Batout a piaza Tahrir sugli scontri del novembre 2011

– Intervista all’avvocato Hisham M.H.

– Articolo pubblicato su Il Manifesto sugli scontri a del novembre ’11 a Tahrir

VIDEO STORIA DELLA RIVOLTA DI NOVEMBRE 2011 IN EGITTO

– 22 Novembre 2011, rivolta in Tahrir e combattimenti in Mohamed Mahmud e Ministero Interni Egiziano

– 21 Novembre 2011, rivolta in Tahrir e combattimenti in Mohamed Mahmud

– 20 Novembre 2011, Tahrir di notte.

– Intervista a Ahmed Abdalla pubblicata su Il Manifesto 03/09/2011

– Impressioni sul processo a Mubarak 03/08/2011

– Intervista al pittore Mohamed Ablaa – 30/07/2011

– Intervista a Alaa El Aswany – 16/07/2011

– Intervista a Asfalt, gruppo hip hop egiziano – 04/06/2011

– Intervista a Mohamed Alaa, artista audio-visivo – 21/05/2011

– https://altrome.wordpress.com/una-giornata-fotografica-al-cairo/

– https://altrome.wordpress.com/rivoluzione-egiziana-e-neo-socialismo/

– Intervista al regista Ibrahim El Batout – 16/04/2011

– https://altrome.wordpress.com/cosa-significava-il-referendum-per-legitto-perche-si-o-no/

– Intervista alla pittrice nubiana Shayma Kamel – 02/04/2011

– https://altrome.wordpress.com/referendum-in-egitto/

– https://altrome.wordpress.com/lezione-dal-medio-oriente/

– Intervista al caricaturista egiziano Mohamed Shennawy – 12/03/2011

– https://altrome.wordpress.com/previsioni-per-il-futuro-medio-oriente-e-il-ruolo-delleuropa/

– https://altrome.wordpress.com/lo-spirito-di-tahrir-e-cosa-ne-e-rimasto/

– https://altrome.wordpress.com/aiuti-alla-libia/

– https://altrome.wordpress.com/la-chiamata-per-la-vittoria/

– https://altrome.wordpress.com/cosa-e-successo-in-egitto/

– https://altrome.wordpress.com/il-giorno-dopo-2/

– https://altrome.wordpress.com/il-giorno-dopo/

– https://altrome.wordpress.com/generazione-fb/

– https://altrome.wordpress.com/ahmed/

– https://altrome.wordpress.com/mubarak/

– https://altrome.wordpress.com/curriculum/liberta-democrazia-capitalismo-parallelo-con-legitto-e-i-giovani/

– https://altrome.wordpress.com/domande-social-comuniste-e-non-solo/

– https://altrome.wordpress.com/risposta-al-corriere-dell-sera/

https://altrome.wordpress.com/2010/05/07/delusione-di-un-popolo-delusione-di-una-generazione/

https://altrome.wordpress.com/giovani-italiani-e-non/

https://altrome.wordpress.com/la-perdita-dellinnocenza/

Curriculum

Vincenzo Mattei

Nato a Civitavecchia il 1 Novembre 1973

Laureato in Scienze Politiche all’università degli studi la Sapienza di Roma in Diritto Internazionale (1998).

Residente a Il Cairo dal 30 ottobre 2006.

Collabora con il giornale Il Manifesto da marzo 2011 per il supplemento Alias e con altre testate giornalistiche.

Pubblicato “Le voci di piazza Tahrir”, Poiesis 2012.

Pubblicato il romanzo “L’altro”, Prospettiva 2009.

Parla e scrive correttamente inglese, arabo e spagnolo.

“L’Egitto ha aiutato a maturare la mia scrittura, affinarla attraverso l’analisi di ciò che mi accadeva intorno”.

EMAIL: vincenzo1.mattei@gmail.com

TWITTER: vinni1973

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