Delusione di un popolo, delusione di una generazione


Ho scritto giorni fa una mail a un amico greco, Panos, chiedendogli come stava, quale fosse la reale situazione e percezione in Grecia, quale fosse la verità: quella raccontata dai giornali o un’altra? Ho cercato di usare i giusti toni perché non è bello sentirsi dire “Ma il tuo paese sta veramente andando in malora?”, insinuando che qualcuno (FMI, EU, BCE …) sembra muovere i fili dei destini di milioni di persone. Oggi Panos mi ha risposto, e la sua non è stata una risposta che tira su il morale, ma me lo aspettavo.

Panos esordisce “… la situazione adesso qui è di merda … lo è sempre stato, solo che ora bussa alla porta per chiedere il conto …”. E poi: “Abbiamo fatto come gli struzzi: abbiamo messo la testa sotto terra con il culo all’aria disponibile per il primo venuto e per gli stessi amici”. Se la prende con il personali interesse individuale di ogni greco (non si esclude), con il guardare solo all’erba verde del proprio giardino mentre tutto intorno è deserto e sterpaglia, magra consolazione. Mi ha parlato di responsabilità degli stessi greci, a condividere la corruzione di politici di turno per favori a breve termine mentre questi si costruivano ville con i fondi della Comunità Europea (rincarati del 100%): un figlio sistemato in un posto sicuro. Parla della furbizia, pensando che non pagando il biglietto del bus si è stati intelligenti, pensando che fregare il vicino o i propri concittadini abbia risolto i suoi problemi, ma il conto alla fine qualcuno lo dovrà pur pagare.

Panos continua menzionando uno stato di guerra civile che gli stessi greci non amano, di feriti e morti, di orgoglio macchiato davanti alla comunità internazionale e davanti all’immagine di se stessi. Lui ha due lavori, insegna e fa il cuoco per l’ambasciata danese ad Atene (con uno stipendio che farebbe gola a molti italiani), eppure non riesce ad arrivare a fine mese (e lui ha la casa di proprietà!). Mi racconta di spedizioni di greci in Bulgaria per comprare la benzina, di un paese sull’orlo del collasso. Poi mi menziona il suo amico albanese Hoja che ha  vissuto la crisi dell’Albania negli anni ’90 (non so quanti di voi si ricorderanno i barconi nel mar Adriatico dopo il collasso dei regimi comunisti) e che era andato in Grecia per cercare una vita migliore, riporto le testuali parole di Hoja: “… sai, tornerro nell mio paese … fra un po’ Grecia diventera pezzo di Albania di 10 anni fa … non voglio vederre di nuovo questo “filmato” di questa crisi
… economica e politica, fra un po vedrrai gente alla ricerca del la
spazatura per trovare qualcosa per mangiare … ma che dico …  gia lo fanno”.

Panos continua la sua arringa parlando di un piano globale, dove la Grecia è solo l’inizio, per rovinare il mondo e creare il caos, per controllare meglio le popolazioni … per distruggere, dividere e controllare per il beneficio di pochi … la disperazione è vero che fa vedere complotti da tutte le parti, ma da una parte mi sento solidale con le sue parole. Fabrizio de André nel suo ultimo album, Anime Salve, ha scritto una canzone, Disamistade (Inimicizia in spagnolo) in cui dice: “Il dolore degli altri è soltanto dolore a metà”; Panos conclude la sua mail scrivendo: “… oggi la Grecia, domani dove?”. Non sono di destra, e fra poco non credo di potermi etichettare neanche come uno di sinistra (farò l’allievo di De André forse, che non si schierava con nessuno), ma ha ragione il ministro Tremonti quando dice che se la casa del vicino brucia, gli dai una mano a spegnere il fuoco altrimenti ci sono probabilità che il fuoco arrivi sul tetto di casa tua. Però quel piano sordino dietro le quinte di chissà quali scrivanie che menziona Panos in qualche modo fa paura, fa paura vedere come il mercato possa bruciare miliardi di euro (e quindi di possibile ricchezza), solo perché un’agenzia di rating internazionale dice una parola negativa su un paese (guardare cosa è successo con un possibile declassamento di Portogallo, Spagna, Inghilterra e del debito italiano) e tutto quello costruito con mesi di sacrifici della gente comune, perché alla fine è quella che paga, va in fumo.

C’è rabbia, e purtroppo solo quella sembra. Non sono un predicatore, ma c’è una cosa che sembra mancare nella società contemporanea europea: il futuro. La visione a breve termine è l’assillo quotidiano, manca un progetto a largo respiro, manca la fede di credere in una visione più ampia che vada oltre il domani, una visione che non inglobi solo se stessi, ma la comunità, il vicino  … allora sì, posso dire che ho nostalgia del comunismo perché almeno quella gente ci credeva, come ho nostalgia del boom degli anni ’60 e della ricostruzione dopo il ’45, perché quegli italiani (comunisti e cattolici) vedevano un futuro, c’era un obiettivo.  Mi domando se quelle generazioni, per chi ancora vive, si sentono tradite anche loro. Oggi siamo tutti meteore che anelano solo a 5 minuti di successo per un attimo che estrapoli dall’anonimato … siamo la società di Facebook (lo chiamano social-network, io lo etichetterei individual-network), dove mettere in mostra la propria vita dà l’illusione che almeno per un po’ qualcuno ci prenderà in considerazione e le decisioni per un progetto comune vengono posticipate a una data ancora da determinare, perché comunque, a noi il futuro non ci appartiene.

8 thoughts on “Delusione di un popolo, delusione di una generazione

  1. Vin io penso che tutto quello che il tuo amico ha scritto è nè più, nè meno di quello che stiamo vivendo qui in Italia, quasi da sempre(non so se in altri paesi è così). Tangentopoli non è mai finita e ricordati che sia agli inizi degli anni 90 che oggi chi viene beccato cmq si giustifica con frasi del tipo che non ha fatto nulla di male e nulla contro la legge, o addirittura si giustifica con scuse tipo quelle di Scajola(e allora sono cojoni i greci che vanno per strada a spaccare tutto? oppure siamo cojoni noi che continuiamo a stare con la testa sotto la sabbia e il culo in aria nonostante sia lampante lo schifo che fanno quotidianamente e il bavaglio che cercano di mettere a chiunque non accetti questo stato delle cose? Tu leggi cmq la Repubblica ed altri giornali via internet, sai perfettamente che qui in Italia la gente che rovista nei secchi dell’immondizia c’è da tanto tempo ormai, così come sai che dei poveri pensionati, delle madri di famiglia, dei cassintegrati, sono stati costretti a rubare ai supermercati per questa situazione di crisi.
    Acclarate le colpe, la Grecia aveva come alternativa quella di chiedere il prestito che ha chiesto, al FMI e così facendo sarebbe diventato un altro feudo degli Stati Uniti(che sono gli unici che godono di questa situazione) così come lo diventarono i paesi sudamericani e latino-americani, finendo in un pozzo senza fondo e diventando un paese senza speranza; io non sono mai stato molto daccordo con l’unione europea e a dirla tutta stavo meglio senza l’euro, ma questa volta potrebbe essere la volta buona che mi ricredo. Gli USA stanno cercando di tirarsi fuori dalla crisi svalutando l’Euro e si arriverà probabilmente fino ad un cambio USD-Euro a 1,10 e qui spero che intervenga con il pugno duro l’UE, in qualche modo.
    Ricordo cmq anche che i Greci sono quelli che al famoso G8 del 2001, sono stati rimandati a casa appena attraccati ai porti italiani sulla costa Adriatica perchè erano i più pericolosi, quelli di cui avere più paura; io sarei orgoglioso di essere come loro pur di combattere le ingiustizie(sono pacifico prima di tutto ma non pacifista) piuttosto che fare come gli italiani che non sanno cosa sia la democrazia (e non l’hanno mai saputo) e non hanno mai saputo fare una rivoluzione in nome della libertà vera, quella pura, non quella dove si doveva dire cmq grazie a qualcuno e dovere qualcosa a qualcuno.
    I discorsi sono tanti e sono lunghi, non sono ovviamente contento della situazione generale e del fatto che si sia arrivati a questo punto, da qui si può solo aspettare e vedere lì come si evolveranno le cose… per quanto riguarda noi…… BAH!

  2. Ciao Gia,

    direi che l’unico pacifista che è riuscito a ottenere qualcosa “è stato fatto fuori” (mi riferisco a Ghandi per Gandhi, lo menziono per evitare equivoci). Non amo la violenza né l’arrendevolezza passiva (senza etichette di destra e di sinistra), i movimenti del popolo valgono più di mille pallottole, sebbene quest’ultime possono sortire un effetto devastante, allora si sprofonda nell’abisso e nella dittatura (sia di destra che di sinistra). Nella maggior parte delle volte la violenza porta solo vendetta (e noi italiani che abbiamo la mafia in casa ne dovremmo sapere qualcosa), e con le vendetta non si costruisce niente se non rancore e odio: il prossimo sarai tu o tuo figlio. Tutto dura fino al momento che tu comandi, fino al momento che qualcuno non ti pianti una pallottola per prendere il tuo posto. No, questo a me no piace, anche se sono d’accordo che la gente per lo meno dovrebbe levare un grido, un urlo con cui esprimere la nostra opinione … invece sembra impossibile. Chi va a gridare? Io? Te? E altri dieci spauriti? Non c’è un movimento, non c’è volontà (e non deve essere sovversivo/a, perché io personalmente non voglio un Robespierre né i giacobini).

    A me quello che da fastidio sai cosa è? Non avere un’alternativa, sembra che siamo “costretti” a subire qualsiasi cosa, è il destino di ogni popolo? Eppure quando ero adolescente e all’università ci dicevano che il popolo contava, che senza la sua approvazione non si poteva fare altro, di rispettare le minoranze, le altre culture e rispettare chi è povero [perché forse ci ricorda cosa ci aspetta se ci lasciamo andare (io personalmente ne ho paura, sarà per il fatto di vivere in Egitto)] … oggi tutto questo sembra scomparso, svanito nel nulla, nel dimenticatoi della storia, eppure sembra l’altro ieri che “questi slogan” venivano sventolati come una verità della quale non dimenticarci. Ora? Oggigiorno?
    La UE? Anch’io ancora nutro timide speranze, ma se non si dà una sterzata a questo cammino intrapreso non si arriva da nessuna parte, saremo un altro “feudo” degli USA o di chi ne prenderà le veci in futuro. Solo che questa UE dovrebbe essere più vicino ai propri cittadini … secondo me la EU ha pensato di imitare gli Stati Uniti d’America o la confederazione svizzera, ma no c’è amalgama, non c’è una lingua che unisce, una cultura reciprocamente rispettata. Tu senti i rumeni come tuoi fratelli? La tua risposta può essere affermativa, ma quanti italiani la pensano come te? Non credo purtroppo la maggioranza.
    Ora la Grecia è lo specchio più infido dei nostri incubi italiani, ma sono convinto che nella nostra maniera italica siamo talmente padroni del sotterfugio che ne usciamo sempre con i piedi per terra, neanche gli USA secondo me sono capaci in tanto. L’Italia? Se aggiungi al suo PIL il PIL della mafia e quello dell’evasione fiscale sarebbe il paese più ricco del mondo, è per questo che noi cadiamo sempre in piedi. C’è la crisi, ma il nostro sistema cattolico/socialista ci permette che la famiglia sia il sostituto di quello Stato che manca (il quale Stato in parte non ha colpe, se avesse anche i soldi della mafia e dell’evasione forse potrebbe fare qualcosa …. sempre che pensi da Stato e non a interessi del politicante di turno, e non parlo solo di Berlusconi, lui è solo la punta dell’iceberg sebbene il sovrano incontrastato).
    Ora smetto di farneticare altrimenti divento ozioso e petulante … però sono contento che mi hai risposto, è bello tenere un dibattito, sebbene siamo solo in due (veramente c’è un altro amico che mi ha risposto, ma su Facebook aihmé), sarebbe bello poter allargare i punti di vista [sperando di non degenerare nel lessico … perché di Sgarbi già c’è n’è uno :-)].

  3. Ho già visto il film …… bello sebbene ci sono alcuni punti che mi hanno lasciato un po’ perplesso, perché? Perché per me molte cose sembrano così ovvie e palesi, scontate, invece il film tratta l’audience come un esemplare alieno che non conosce niente, e vuoi sapere la verità caro Panos? Purtroppo è così, la maggior parte della popolazione mondiale non riesce a interpretare e analizzare quello che gli succede alla distanza di un braccio! Mi dispiace dirlo, perché voglio sembrare un saccente, un Aristotele o Platone, un oracolo della conoscenza …
    Un abbraccio caro amico.

    Vin

  4. Vin la lotta dell’EZLM ti dice nulla? Io non parlo di potere, parlo di giustizia, di lotta contro l’ingiustizia, non parlo di dx e sx, parlo di popolo uno e non sono un sognatore, sono uno che ha studiato un pò di storia, che, purtroppo è la storia passata….. però come ben sai faccio di tutto per fare il mio tipo di politica e soprattutto per tenermi informato……
    Ti ho appena inviato un articolo a proposito della situazione politico-economica europea e sempbra che le belle ancora devono venire…. chi vivrà vedrà ma io la speranza non la voglio perdere!!!!!!

  5. Pingback: Articoli sul Cairo « AltroMe

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