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La nuova Costituzione egiziana (Alias 1 feb 2014)

La nuova Costituzione egiziana, intervista a Mohamed Abla, membro dell’Assemblea Costituente

Mohamed Abla nel suo studio a Il Cairo

Mohamed Abla nel suo studio a Il Cairo

Lo studio del pittore Mohamed Abla è al centro de Il Cairo, è sempre ricoperto di uno strato di polvere, come tutta la città del resto. Alcuni suoi quadri sono appesi sulle pareti scartavetrate dal tempo, delle riviste giacciono accanto ad un divano consunto, la radio scricchiola impulsi di corrente, sembra un’installazione contemporanea che rievoca un’epoca lontana. Dall’altra stanza la Tv snocciola i dati del referendum sulla nuova costituzione egiziana: il 98,6% ha votato a favore; ma l’affluenza è stata del solo 38%, niente a che vedere con la partecipazione schiacciante che i militari desideravano per consacrare il proprio ruolo nel paese.

Opera di M.A.

Opera di M.A.

La voce fioca di Abla Continua a leggere

Gli idoli di cemento del modello Dubai sbarcano in Etiopia (Alias, 28 dic 2013)

Gli idoli di cemento del modello Dubai sbarcano in Etiopia 

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Smantellamenti vicino Univ. di Architettura

Smantellamenti vicino Univ. di Architettura

“Il 21° secolo appartiene all’Africa”, è l’immagine proiettata da gigantografie che bombardano il viaggiatore appena arrivato all’eroporto di Addis Abeba. Cartelloni pubblicitari di famiglie etiopi sorridenti danno l’idea di un continente proiettato verso un futuro roseo e uno sviluppo inarrestabile che sembra non preoccuparsi delle crisi cicliche dell’economia mondiale. Negli ultimi sette anni la capitale è cresciuta demograficamente, con le forti migrazioni dalle campagne, ed economicamente, con indici di crescita che in alcuni periodi sono stati a doppia cifra. Ma, come spesso accade, ciò non ha portato a un miglioramento sostanziale delle condizioni di vita dell’intera popolazione (secondo Wikipedia il reddito pro-capite ancora si colloca al 168° posto).

Bole Addis Abeba

Bole Addis Abeba

Come ogni paese in ascesa, l’Etiopia ha voglia di dimostrare la propria crescita, e quale modo migliore se non la vetrina di una città in pieno sviluppo edilizio? Continua a leggere

Eredità africana di Gebrekidan – (Alias 28 dic 2013)

Mulugeta Gebrekidan: l’eredità africana

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Performance at Samsung sq

Performance at Samsung sq

 

Eredità, questo potrebbe essere lo slogan con il quale etichettare Mulugeta Gebrekidan. Il percorso storico dell’Etiopia si ritrova nelle sue foto, nei suoi video, nei suoi quadri, nelle sue installazioni e nelle “azioni” politiche che porta avanti ad Addis Abeba per criticare l’azione del governo. La sua visione critica lo smantellamento delle radici etiopi, prese d’assalto dalla speculazione edilizia che, partendo dal suo modello da esportare (Dubai), e dopo aver smembrato intere comunità urbane in Medio Oriente, ora punta decisamente verso il Sud, verso l’Africa subsahariana.

Water is life

Water is life

Mulugeta ha fatto mostre e performance in Germania, Usa, Angola, Senegal, Belgio, Italia, Sud Africa …. usando diversi linguaggi artistici (http://mulugetart.tumblr.com/). Bounderies Bound è un quadro su tela avvolto da filo spinato che rappresenta le frontiere degli emigranti, dei rifugiati, di coloro che scappano dalla miserie e dall’ingiustizia. Continua a leggere

Reportage: Contro la violenza le donne di piazza Tahrir vanno in palestra (Il Venerdì di Repubblica – 7 giugno 2013)

Marcia delle donne a il Cairo 17 febbraio 2013

Marcia delle donne a il Cairo 17 febbraio 2013

Attiviste e politiche al Cafè Riche, Cairo

Attiviste e politiche al Cafè Riche, Cairo

PDF Venerdì di Repubblica: Contro la violenza le donne di piazza Tahrir vanno in palestra

“Le violenze sessuali a sfondo politico erano molto usate dal regime di Mubarak. Recentemente hanno ripreso piede. I Fratelli Musulmani hanno ereditato questa pratica”. Nahla Enany, 23 anni, è seduta al Café Riche, uno degli storici bar del centro de Il Cairo, frequentato spesso da giornalisti locali ed internazionali, insieme a Azza Balba, Nour El Oda Zaky, Marwar Nissar, Bussana Said e altre signore di mezz’età. Sono tutte attiviste, giornaliste e membri di vari partiti politici come El Dustur (La costituzione), Tayraan Shaabi (Corrente Popolare) e El Tugammau.  Sorseggiano il tè e parlano di quello che succede nel paese in mezzo alla spessa coltre di fumo delle loro sigarette. Continua a leggere

Reportage: Un bambino da marciapiede – Alias de Il Manifesto (31 agosto 2013)

Street Children sopra una camionetta della polizia bruciata durante gli scontri a Tahrir (2012)

Street Children sopra una camionetta della polizia bruciata durante gli scontri a Tahrir (2012)

PDF ALIAS: Un bambino da marciapiede

Un bussare improvviso, sul finestrino, poi due mani minuscole si appiccicano al vetro e il visino dolce, sorridente e melanconico di una bambina di 5 anni chiede un lira egiziana o vende un pacchetto di fazzolettini per la stessa cifra. E’ una Street Children, una dei bambini di strada, che prima della rivoluzione annoveravano a circa 1,5 mln (stime Unicef http://www.unicef.org/infobycountry/egypt_statistics.html) e che oggi, dopo la crisi economica, sono aumentati vertiginosamente. Gli SC si incrociano nei quartieri residenziali de Il Cairo ed Alessandria, a Tahrir e all’uscita delle fermate della metro dove vendono fazzoletti di carta o mazzi di fiori.

Mosen con le figlie sul marciapiede di Zamalek (2013)

Mosen con le figlie sul marciapiede di Zamalek (2013)

La storia di Mosen e delle sue figlie Rania, di 14 anni, e Dina, di 12, è emblematica. Continua a leggere