Reportage sui Fratelli Musulmani egiziani


Lavoro in collaborazione con il fotografo Carlo Gianferro (http://www.carlogianferro.com/). Articolo pubblicato su Alias de Il Manifesto sabato 14 gennaio 2012.

ALIAS de Il Manifesto: Fratelli Musulmani - Copertina - Cover

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PDF Il Manifesto (Alias) Fratelli Musulmani

Un terzo, questa era la quota che, a parere degli stessi Fratelli Musulmani (FM) avrebbe preso il loro partito Libertà e Giustizia (L&G) in parlamento alle elezioni politiche. Il precedente di Al Nahda in Tunisia faceva supporre che la Fratellanza potesse andare oltre le più rosee previsioni e sfondare la soglia del 40% anche in Egitto. Alla prima tornata elettorale (durata circa un mese e mezzo), hanno ottenuto quasi il 45% dei suffraggi. I FM si stanno preparando per prendere il potere, ma non lo vogliono fare da soli, vogliono dividere la responsabilità di ricostruire l’Egitto con altre forze politiche, si augurano con i liberali, forse per un mero calcolo politico. Infatti le condizioni in cui verte il paese sono a dir poco disastrose: alta disoccupazione, corruzione dilagante, investimenti stranieri fermi al palo, turismo diminuito del 90% … Il problema non è vincere le elezioni, ma governare. I FM sono coscienti che 5 anni non saranno sufficienti per rimettere a posto il paese, ciò significa un alto prezzo da pagare in termini di voti alle elezioni che si terranno alla tornata successiva del 2016.

Giovane FM al quartier generale dell'organizzazione - Yonge MB at the General Headquarter

È indubbio che la Primavera Araba ha risvegliato molti movimenti politici oppressi dai regimi dittatoriali. In Egitto, i FM spesso venivano sbandierati da Mubarak agli occhi dell’Occidente come spauracchio di estremisti islamici barbuti pronti a mettere a fuoco e fiamme il Medio Oriente e la stabilità mondiale. Allo stesso tempo I FM erano internamente tollerati dall’ex regime politico e anche se non potevano agire pienamente alla luce del sole, avevano creato con il tempo una rete sotterranea di attività politiche, sociali, economiche e culturali che agivano dentro la società. Qualcuno afferma che la Primavera Araba stia diventando un inverno, e insanguinata con la morte di quei giovani che l’avevano iniziata nel novembre 2011. “Credo ci sia un sabotaggio contro il paese … da parte del Ministero degli Interni (MI), del CSFA (Consiglio Superiore delle Forze Armate) e di una terza parte che getta benzina sul fuoco alimentando la rabbia e gli attacchi reciproci tra la polizia e i giovani, perché ogni tentativo di calmare la situazione fallisce”, sono le parole di Sondos Al Shalaby, 24 anni, laureata in Media Communication all’Università Americana de Il Cairo, sua madre Manal Abdel Al Hassan è candidata all’elezione parlamentari per i FM.

Sondos Shalaby and Manal Abou Hassan in their flat in Heliopolis (Cairo)

Ma chi sono i FM? Sono dottori, farmacisti, primari, sindacalisti, insegnanti, informatici, editori, scrittori, registi, liberi imprenditori, politici, blogger … Una particolarità che sembra distinguerli è dunque la loro appartenenza alla classe media, una condizione che ricorda nel secolo scorso chi possedeva una tessera di partito e quindi otteneva un buon posto di lavoro. L’inquadramento dottrinale dell’organizzazione rasenta la rigida disciplina dei partiti comunisti del secondo dopoguerra, dove i vari membri erano inquadrati in una struttura rigida che annullava qualsiasi dissenso interno, pena l’espulsione, come è accaduto a molti ex membri della Fratellanza. “Siamo come quei conservatori in America che votano per il partito Repubblicano”, sono ancora le parole di Sondos. Mentre Mohamed El Morsy, 59 anni, segretario generale del partito L&G precisa: “… non siamo esattamente come la Chiesa … abbiamo obiettivi e metodi differenti, siamo più come una ONG, un’organizzazione islamica, non uno stato o un governo”.  I FM sono ramificati in tutti i continenti, per l’esattezza in 95 paesi del mondo. Ad oggi la Fratellanza possiede capitali in moltissime nazioni, ha banche nel Liechtenstein, a Brussellese, a New York …. È strutturata finanziariamente come una holding con conti bancari in tutto il globo.

I FM svolgono attività di aiuto sociale per i più bisognosi dentro i principi della carità islamica. Possiedono una struttura di Caritas che non ha niente a che invidiare a quelle presenti in Europa e in America. Vengono forniti aiuti economici a chi non può permettersi di andare avanti negli studi, vengono distribuiti vestiti e cibo nelle case dei più poveri, viene data assistenza sanitaria a chi non può permetterselo nelle strutture ospedaliere di cui sono soci … “Anche se la Fratellanza formalmente non appoggiava la piazza, c’erano molti dottori dei FM durante gli scontri di novembre; la nostra è una missione umanitaria, non potevamo abbandonare i feriti che erano a Tahrir senza aiuto. Molti si rifiutavano di ricevere assistenza medica fuori la piazza, perché avevano paura di essere arrestati qualora venissero portati negli ospedali. Ci sono dei poliziotti appartenenti al vecchio regime che vogliono ritornare al potere, o vendicarsi delle persone che erano in piazza a gennaio, usando la violenza gratuita e armi proibite come questi pericolosissimi lacrimogeni. Ciò rende chiara la determinazione che hanno questi ufficiali di polizia. Ci sono delle cospirazioni per negare la libertà all’Egitto, con l’evidente intenzione di ritardare o cancellare le elezioni e protrarre l’autorità dell’esercito”, Dr Wahdi Iddin Zaid, direttore dell’ospedale El Markesi a Nasr City e membro dei FM dal 1952.

Abou Al Fotouh, ex member of the MB and candidate for the presidantial elections

Quale è il ruolo della donna? “Le donne sono attive dentro la Fratellanza, costituiscono il 50% dei membri. Hanno una buona rappresentanza e prendono parte a tutte le attività sociali e politiche dei FM. Svolgono un ruolo fondamentale durante le campagne elettorali, monitorizzano e controllano l’andamento delle votazioni, lavorano negli scrutini elettorali … e molte di loro sono anche candidate politiche, come mia madre Manal Aboul Al Hassan. Il ruolo della donna è molto presente nei media, nei blog e nei website … ma dipende dal tipo di specializzazione che ognuna possiede. Sì, si può dire che facciamo più o meno le stesse attività degli uomini”, Sondos Al Shalaby. Il problema è che le donne sono elencate nel fondo delle liste elettorali, con poca possibilità di essere elette. Inoltre, secondo il giornale egiziano Masr Al Yom, le donne sono nominate dall’alto, e non elette democraticamente.

A parte una maggiore emancipazione della donna in Egitto, un altro problema che dovrà essere affrontato in futuro sarà il ruolo delle Forze Armate, per evitare che situazioni come quelle di fine novembre 2011 si ripetano: “Per risolvere l’attuale crisi, ci sono difficili opzioni che i FM propongono: la prima porta a maggiori scontri con i militari, muro contro muro; la seconda è  nominare un direttorio ristretto, composto da quattro personalità di spicco nel panorama politico, che venga incaricato di governare il paese fino alla fine delle elezioni parlamentari. Le intenzioni del SCAF a volte sono chiare e a volte no. Quindi chiediamo loro più trasparenza, perché dicono sempre che ci sono complotti politici contro il paese, ma la gente non li vede. Chiediamo di mostrarceli questi complotti, per avere una nostra opinione al riguardo”, Hussein Abdel Qadir El Bassiouni, 44 anni, coordinatore e responsabile delle relazioni esterne del partito L&G. “L’intervento delle Forze Armate nella rivoluzione è stato massiccio e importante, ma l’esercito non è abituato a svolgere ruoli civili. Ci auguriamo che faccia un passo indietro una volta che avranno luogo libere elezioni”, Mohamed El Morsy.

Mahmud Shaban and Abdelrahman Akile - MB journalists of F&J party

E Israele? Cosa pensano i FM di Israele? Lo chiarisce El Mosry: “La soluzione ottimale è quella di avere un solo paese, sotto l’autorità palestinese, in cui musulmani, cristiani ed ebrei possano vivere insieme in pace. Perché ora c’è uno stato religioso ebraico, uno stato razzista, che espelle tutti coloro che non sono ebrei … ciò accresce i problemi. Siamo contro i sionisti, e rifiutiamo una teocrazia ebraica, come una cristiana o musulmana. Rifiutiamo l’occupazione del suolo palestinese, lo spargimento del sangue palestinese e tutte le decisioni internazionali prese fino ad oggi. Crediamo nel ritorno dei palestinesi alle loro terre”

Riguardo agli ultimi scontri a Tahrir, Manal Abou Hassan aggiunge il suo punto di vista: “Le richieste della nostra dimostrazione tenuta il 18 novembre s’incentravano sul futuro del processo democratico in Egitto, e si opponevano al documento Salmi che poneva i militari al di sopra della volontà del prossimo parlamento e della Costituzione. Ma ora la piazza domanda la creazione di un Consiglio di Unità Nazionale ristretto composto da personalità di rilievo del panorama politico egiziano, ciò comporta un lungo periodo di tempo che impatta negativamente sul processo democratico. I FM seguono il corso dettato dal referendum del marzo 2011, approvato dal 70% della popolazione: prima elezioni parlamentari, poi scrittura della nuova Costituzione e infine elezioni presidenziali. Chi ora è in piazza nega il risultato referendario. Perciò non accettiamo nessun suggerimento, neanche da un Consiglio formato da personalità di tutto rispetto quali El Baradei, Al Fotouh, Amr Mousa …”. Ad ogni modo è indubbio che dopo le dimissioni di Mubarak pochi sono stati gli sforzi e i cambiamenti democratici nel paese; i militari avrebbero potuto ripulire gli organi di polizia e il Ministero degli Interni dalla gente ancora leale al vecchio regime. Inoltre, la decisione dei FM di non appoggiare la piazza Tahrir durante gli scontri di novembre, può aver creato una frattura profonda nella società civile che potrebbe avere conseguenze dannose nel futuro.

Rashaad Al Bayumi - Vice Leader of the MB - Vice leader dei FM

Esiste una sfida implicita che la Fratellanza dovrà affrontare negli anni a venire per continuare ad avere quella presa che oggi ha su larga parte della società egiziana: quella della modernità e della democrazia. “L’idea del fondatore El Banna affonda la sua radice direttamente nei valori dell’Islam e quelli del profeta Maometto, quindi non c’è nulla di nuovo, a parte il metodo con cui affrontiamo le questioni legate alla vita moderna”, Rashaad El Bayumi, 73 anni, vice-leader generale dei FM e professore presso l’Università de Il Cairo. I giovani della Fratellanza hanno un’eredità pensante e devono avere la forza e la spinta necessaria per la realizzazione di tutti i buoni propositi democratici a cui l’organizzazione si richiama. Prima o poi questa dovrà accettare un compromesso con il sistema della democrazia e i suoi meccanismi di funzionamento, dove la dialettica e il confronto sono alla base della vita politica. Sotto la dittatura di Mubarak, i FM costituivano l’unica opposizione al regime; ora, oltre il loro partito ufficiale L&G, sono nati molti partiti liberali e altri di stampo islamico, che hanno portato a numerose defezioni della Fratellanza ma che probabilmente le ruberanno solo pochi voti, come è stato il caso del partito salafita de El Nur.

Moaaz Abdel Kareem - Leader of the Youth MB - Leader dei Giovani FM

Dopo la rivoluzione del 25 gennaio 2011 e i fatti di novembre a Tahrir, molti giovani dell’organizzazione, capeggiati da Moaaz Abdel Karim, hanno incominciato a criticare la struttura troppo rigida dell’organizzazione,  ancorata a valori troppo tradizionalistici e in contrasto con quello che vedono attraverso internet e i social network. Hanno una forte presa sulla società, e contrariamente dalle imposizioni della Fratellanza, appoggeranno la candidatura alle presidenziali di Abou Al Fotouh, ex membro dei FM. I Giovani Musulmani vogliono maggiore rappresentanza dentro l’organizzazione, vogliono essere partecipi delle decisioni da prendere. Gli stessi giovani guardano al futuro attraverso Facebook,  i blog, i website e i giornali online, attraverso discussioni democratiche in cui i nuovi cittadini egiziani possono interfacciarsicon i valori del proprio domani.

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