Video scontri Asr El Aini – Cairo 12 dicembre 2011


Inizio di via Asr El Aini

 Uccisione ragazzo

D: Come ti chiami?

R: Sherif Elel, sono ingegnere civile e  membro del partito de “I giovani della giustizia e libertà”.

D: Che cosa è successo?

R: C’era un sit-in pacifico davanti al parlamento, gli ufficiali di polizia e la polizia militare li hanno presi e massacrati di botte, così sono iniziati gli scontri d nuovo. In questo momento ci sono componenti della polizia che si trovano sopra il palazzo del Ministero dell’Urbanistica che tirano sassi, bottiglie di vetro, pezzi di mobili alla folla sottostante; fino ad ora abbiamo circa 101 feriti (le 8 di sera del 16/12/2011). Non capiamo perché la polizia e i militari si comportano in questo modo, loro dovrebbero essere quelli che dovrebbero garantire la sicurezza nel paese, non capiamo dove porterà tutta questa confusione. Noi come partito de “I giovani della giustizia e libertà” non riconosciamo il governo di Ganzuri, lo riteniamo illegittimo, perché è il CSFA che decide tutto al suo interno.

D: Quindi vuol dire che vedremo una seconda “Mohamed Mahmud” (la via dove ci sono stati gli scontri a metà novembre)?

R: Certamente: sparano lacrimogeni, pallottole di gomma e non solo …

D: Ma perché gli scontri accadono sempre a ridosso delle elezioni?

R: Perché non c’è stabilità governativa, non si riesce a prendere decisioni rimanendo dell’immobilismo forzato, poi intervengono i militari e polizia, fino a che l’esercito non riprende il controllo di nuovo continuando a governare il paese. È uno scenario che abbiamo visto dall’inizio della rivoluzione, dalle dimissioni di Mubarak … guarda! – s’interrompe – Quelli là sopra sono della polizia militare che ci buttano addosso delle molotov! Si ripeterà di nuovo Mohamed Mahmud perché è l’esercito che non vuole che ci sia stabilità nel paese. Ganzuri (il primo ministro), i militari e la polizia dicono che non reagiranno più con la violenza, che dialogheranno, è questo il dialogo che vogliono? – Mentre parla individui sopra il palazzo dell’Urbanistica in via Asr El Aini gettano sulla gente sottostante pezzi di mobili e bottiglie. I ragazzi sottostante rispondono con fitte sassaiole e molotov a loro volta, è di nuovo guerriglia urbana – Con sassi, molotov e pallottole?

D: Quando pensi che tutti questi scontri e questo caos avrà fine in Egitto?

R: Ancora ce ne vorrà di tempo, finché ci sarà la polizia che picchierà a sangue i manifestanti, gli scontri non avranno fine.

D: Forse quando il maresciallo Tantawi se ne andrà?

R: Il maresciallo non se ne andrà, lui era accandto Mubarak prima della rivoluzione, è radicato dentro il sistema corrotto e marcio quanto l’ex presidente. Non è possibile che lasci il potere perché è troppo compromesso con il vecchio sistema e non vuole fare la fine di Mubarak! Inoltre è troppo attaccato alla poltrona, non lascerà il potere.

D: Pensi che la gente nel resto dell’Egitto sia d’accordo con quello che sta accadendo qua?

R: No, c’è molta gente che è contraria, come c’è n’è molta altra che è in strada per unirsi agli scontri che hanno corso in questo momento, perché la rivoluzione ancora va avanti e non è finita; molti del mio partito stanno venendo, come quelli degli altri, perché la gente si chiama per telefono a vicenda per informarsi.

D: Cosa pensi che diranno i media?

R: La televisione egiziana non è imparziale, accuserà tutta questa gente, ragazzi e ragazze, uomini e donne, civili, di essere dei criminali, guardali! È tutta gente comune, sono io un criminale? Sono solo un semplice ingegnere, sono tutte delle false giustificazioni e menzogne quelle dei media!

Pochi minuti dopo la conversazione con Sherif è stata lanciata una raffica di spari, all’inizio sembravano solamente a salve, per spaventare la gente; infatti quelli sulle prime file a ridosso delle barricate in un primo momento sono rimasti ai proprio posti. Poi all’improvviso si è fatto il vuoto, alle mie spalle e un gruppo di ragazzi gridava spaventato, tenevano uno di loro per le ascelle, un buco sulla bocca dello stomaco e il sangue che gli colava sulla pancia. Un urlo collettivo isterico si è impossessato di tutti quelli che erano lì intorno. Gli spari continuavano, mi sono riparato dietro un albero mentre lo caricavano in braccio con il sangue che gli colava. Mezz’ora più tardi a casa di amici italiani avremo letto la notizia del primo morto.

Non si capisce come mai l’esercito non intervenga per pacificare gli scontri. Per calmare la piazza potrebbero benissimo intervenire e arrestare quei criminali che dal tetto hanno sparato e che gettano molotov, innescando l’escalation della violenta. Perché questo immobilismo? Quale è la tattica? Dove veramente vogliono portare il paese? Forse vogliono ripercorrere la strada del 1954 che spianò la strada dell’avvento al poter di Gamel Abdel Nasser? Ma al momento non esiste nessun Nasser che abbia tanta personalità e leadership da poter pacificare la piazza, i militari si stanno mettendo in un vicolo cieco, o forse è solo il primo passo di un piano che non presagisce nulla di buono.

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